lunedì 1 gennaio 2018

SETTANT'ANNI



La legge fondamentale e costitutiva dello Stato italiano, dopo l'approvazione dell'Assemblea Costituente, la firma del Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è entrata in vigore il 1° gennaio 1948.


CRONOLOGIA DEGLI EVENTI CHE PORTARONO ALLA COSTITUZIONE

  • 1º marzo 1946 - Il governo, presieduto da Alcide De Gasperi, avvia le procedure per la realizzazione del referendum istituzionale, monarchia / repubblica, e l'elezione della Assemblea Costituente.
  • 12 marzo 1946 - Il referendum istituzionale e le elezioni politiche vengono indette per i giorni 2 e 3 giugno dello stesso anno.
  • 2 - 3 giugno 1946 - Si svolgono le votazioni per il referendum istituzionale, monarchia o repubblica, e per l'Assemblea Costituente. In queste elezioni votarono per la prima volta anche le donne: risultarono votanti circa 13 milioni di donne e circa 12 milioni di uomini, pari complessivamente a quasi il 90% degli aventi diritto al voto.  Il risultato del referendum fu favorevole alla Repubblica e le consultazioni politiche elessero l'Assemblea Costituente che risultò composta da 556 membri, di cui 535 uomini e 21 donne.
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LE DONNE DELL'ASSEMBLEA COSTITUENTE



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  • 25 giugno 1946 - Si insedia l'Assemblea Costituente con Presidente Giuseppe Saragat.
  • 28 giugno 1946 - La Costituente nomina Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato.
  • 22 dicembre 1947 - L'Assemblea Costituente approva la Costituzione.
  • 27 dicembre 1947 - Il Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, firma e promulga la Costituzione che viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
  • 1° gennaio 1948 - Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana.

Prima di esporre alcune nostre riflessioni su questo anniversario e sul significato fondamentale della nostra Costituzione proponiamo al lettore l'ascolto di un discorso importante pronunciato da Pietro Calamandrei.

DISCORSO SULLA COSTITUZIONE 
 di Pietro Calamandrei
Dopo aver ascoltato le parole di Calamandrei risulta difficile esporre le nostre considerazioni di semplici cittadini.

Tenendo presente la situazione, il clima nel quale ha lavorato l’Assemblea Costituente, dopo vent’anni di dittatura, dopo una guerra spaventosa persa, guerra che ha travolto e stravolto tutti gli ideali e i principi su cui si reggeva la società, dopo una guerra civile, in un’Italia distrutta, umiliata, impoverita e divisa ed occupata, la Costituzione, entrata in vigore esattamente 70 anni fa, ha rappresentato quanto di meglio poteva essere scritto nelle condizioni date.

La Costituzione ci ha accompagnato in questi 70 anni permettendo e sostenendo un processo di rinascita, di crescita, di sviluppo che, nonostante gli errori commessi, le tante omissioni ed inefficienze, il terrorismo politico e quello delle mafie che ha sparso tanto sangue di innocenti, la grave crisi in cui l’Italia si dibatte da non pochi anni, è comunque eccezionale.

Ciò premesso, e dopo aver riconosciuto il valore e la validità della nostra Legge Costituente, riteniamo necessario invitare tutti a parlare della Costituzione con più rispetto e consape-volezza di cosa rappresenti, con meno retorica, con più concretezza e più umiltà.

  • Con più rispetto e consapevolezza perché noi cittadini conosciamo poco la Costituzione, soprattutto conosciamo poco il ruolo, l’importanza che ha quale legge fondante lo stato e di riferimento per tutta l’architettura giuridica e organizzativa della Repubblica. La costituzione dovrebbe essere studiata nelle scuole fin dalle elementari non nei suoi meccanismi giuridici ma per apprendere e capire il valore ideale e morale che rappresenta.

  • Con meno retorica e più concretezza. Non dovremmo indugiare e cullarci nel convinci-mento che la nostra Costituzione sia la più bella del mondo ma preoccuparci che venga applicata: dopo 70 anni non pochi articoli di questa legge risultano ancora disattesi e non applicati.

  • Con più umiltà perché le opportune modifiche ed aggiornamenti da introdurre nella Costituzione non possono essere affrontati e discussi con arroganza, a colpi di maggioranza o con ricatti delle minoranze, con spirito di parte e con obiettivi diversi da quelli del bene comune. Stiamo parlando della “Costituzione” della Repubblica Italiana. Parliamo della “Legge delle Leggi”. Parliamo del Documento che delinea le Linee Guida, che detta i Principi su cui è fondata la nostra convivenza come popolo. Parliamo delle “Regole del Gioco”, che dovrebbero essere decise e modificate con il massimo accordo possibile.

La nostra Costituzione ha già avuto alcune modifiche, modifiche che a nostro avviso hanno rappresentato più delle “toppe” che coerenti, meditati e condivisi aggiornamenti.
Sicuramente dovremo affrontare di nuovo questo tema per porre rimedio, trovare una migliore soluzione ad alcuni aspetti che non sono più coerenti con i tempi.

Ad esempio la nostra è una Repubblica parlamentare nella quale sono in netta maggioranza le leggi di fonte governativa rispetto a quelle di origine parlamentare che hanno una gestazione media di 1550 giorni. Questo significa che ci vuole quasi un’intera legislatura per promulgare ogni singola legge proposta dal Parlamento con la possibilità che i relativi decreti attuativi ricadano nei compiti della legislatura successiva che, se dovesse presentare una maggioranza diversa, potrebbero non essere mai scritti con la conseguenza di vanificare totalmente il lavoro svolto nella legislatura di riferimento. Il lavoro svolto in questi casi sarebbe totalmente inutile ed improduttivo, cosa inaccettabile. 

L’attuale architettura costituzionale è basata su un bicameralismo perfetto: va conservato o abolito? Risponde al vero che sarebbero colpa di questa impostazione i lunghi tempi di approvazione delle leggi o hanno ragione quelli che sostengono che con una sola camera i tempi si allungherebbero?

Un problema fondamentale è anche quello legato alla legge elettorale che costituisce un tormentone che dura da decenni e ha portato a scontri e polemiche interminabili sul tipo di legge da adottare, proporzionale, maggioritaria o mista, ed anche ad una innumerevole serie di proposte: (in ordine alfabetico) Consultellum, Italicum, Magnum, Mattarellum, Porcellum, Rosatellum, Tatarellum, ecc.

Questi ed altri aspetti della Costituzione prima o poi verranno sicuramente affrontati e dobbiamo sforzarci di farlo in un clima positivo, con modalità condivise, rifuggendo da atteggiamenti come quelli assunti nel corso della consultazione dell’anno scorso dove spesso i toni sono stati da “Ordalia”, da “Giudizio Divino” finendo di fatto per trasformare un referendum costituzionale in un referendum pro o contro il Governo. Il governo deve essere fuori da questo tipo di dibattito. 
Noi riteniamo che la Costituzione dovrebbe essere considerata da tutti gli Italiani un documento laicamente sacro, così come, in altri contesti, sono libri sacri per i rispettivi fedeli La Bibbia, il Corano e La Torah. 

Ed  ancora  vorremmo  ricordare a tutti  che  molti  limiti e colpe  che  vengono  attribuiti  alla
“Carta Costituzionale” non sono colpe e limiti della Carta ma di una classe politica che in 7 decenni non è riuscita ed applicare compiutamente la Costituzione e pensa di porre rimedio a tutto ciò modificando la Costituzione stessa.
Noi, in 70 anni, abbiamo modificato la nostra Costituzione molte più volte di quanto non sia stata modificata la Costituzione americana in 228 anni, ed anche gli Stati Uniti d’America sono una democrazia bicamerale perfetta.



Noi stiamo vivendo in una situazione che molti chiamano di crisi ma che forse dovremmo chiamare di transizione. La società è cambiata moltissimo e continuerà a cambiare ad una velocità forse maggiore che in passato.

Ai tanti problemi che abbiamo se ne aggiungeranno altri e noi siamo chiamati ad individuare nuove soluzioni, nuove risposte per superare positivamente tutto ciò.

Soprattutto dovremo superare la crisi di fiducia che si è creata tra politica e cittadini e per far questo dobbiamo trovare il modo di coinvolgere i cittadini nella gestione della “cosa pubblica”, di far capire a tutti che la cura della democrazia, la gestione del “bene comune” non possono essere delegate totalmente.

La delega totale spinge i cittadini a disinteressarsi della “cosa pubblica” e gli eletti, anche i migliori, ad utilizzarla per continuare la loro carriera politica. Il sistema corruttivo a quel punto investe non solo “la politica”, ma tutta la società nella quale ognuno cerca sempre dei vantaggi per sé a scapito di tutti gli altri.

Solo con il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li riguardano si può risanare la democrazia e far funzionare al meglio la macchina amministrativa. Il risultato è un miglioramento delle possibilità di vita per ognuno.


Siamo alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni politiche che si terranno il 4 marzo prossimo venturo, tra 62 giorni da oggi.  Forse potremmo cominciare a fare qualche cosa da subito.

Chiudiamo queste nostre considerazioni sull’anniversario odierno della Costituzione formulando i nostri migliori auspici perché questo documento fondamentale continui e si rafforzi nel ruolo di guida che rappresenta per tutti noi e ci permetta di crescere e progredire nella nostra sensibilità democratica.

Auguri alla Costituzione e a tutti i Cittadini.








































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